Controllo: un falso amico

Controllo: un falso amico

Quando un elemento della nostra vita ci mette in ansia tra le risposte più comuni ci sono il ritiro e il controllo.

Nel primo caso si cerca di evitare lo stimolo ansiogeno con un atteggiamento rinunciatario che si contrappone spesso a un cambiamento della routine anche quando questo potrebbe essere benefico ed evolutivo.

Nel caso del controllo si desidera invece prevenire i possibili esiti negativi di una situazione percepita come incerta o pericolosa.

Si procede allora a cercare di prevedere tutti gli esiti possibili ripercorrendo nella propria mente la situazione ansiogena più e più volte.

Questo tipo di pensiero circolare viene chiamato rimuginio (Zettle, 2007) ed è uno dei meccanismi disadattivi più comuni dell’ansia.

L’esito è quello di trovarsi a spendere molto tempo persi fra mille scenari analizzati superficialmente ai quali si da sempre esito negativo andando ad alimentare il circolo vizioso dell’ansia.

L’idea di fondo è quella di controllare il proprio futuro immediato. Le strategie usate in questo caso sono solitamente due: cercare di controllare ciò che dipende da noi oppure manipolare gli altri.

Preoccuparsi e affrontare ciò che ci preoccupa per superarlo è il meccanismo sano che va perduto in chi cede alle lusinghe del controllo.

I meccanismi descritti si radicano facilmente in chi è insicuro o soffre d’ansia poiché alimentano l’illusione di stare ragionando su una soluzione o consigliando agli altri il modo migliore di affrontare una situazione di gruppo.

Quando in realtà si sta dando spazio a ciò che imprigiona in un blocco evolutivo.

Come ci ricorda Ovidio: “la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni”.

Finiamo per spendere una quantità enorme di energie a cercare di controllare ciò che non può essere controllato, scordandoci che l’unica persona che possiamo cambiare siamo noi stessi.

La psicoterapia aiuta a interiorizzare questo principio e a uscire dalla prigione autoimposta del controllo.

Si possono così reindirizzare tutte quelle energie verso la crescita personale ricominciando a camminare sulla strada della propria soggettivazione (Cahn 1998; 2010).

Articolo a cura del Dott. Ariele Di Gioacchino – Psicologo e Psicoterapeuta a Roma

Tutto ciò che è riportato su di questo sito web, documentazione, contenuti, testi, immagini, il logo, il lavoro artistico e la grafica sono di proprietà di Ariele Di Gioacchino, sono protetti dal diritto d’autore nonché dal diritto di proprietà intellettuale. Sarà quindi assolutamente vietato copiare, appropriarsi, ridistribuire, riprodurre qualsiasi frase, contento o immagine presente su di questo sito perché frutto del lavoro e dell’intelletto dell’autore stesso. Solo le illustrazioni sono state prese sul web, nello specifico dal sito Canva.

È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti e immagini in qualsiasi forma.

È vietata la redistribuzione e la pubblicazione dei contenuti e immagini non autorizzata espressamente dall’autore.

Bibliografia dell’articolo “L’amicizia falsa del controllo”

Cahn R. (1998). L’adolescente nella psicoanalisi. L’avventura della soggettivazione. Roma, Borla, 2000.

Cahn R. Una terza topica per l’adolescente? pubblicato in AeP Adolescenza e psicoanalisi. anno V, n. 1, pp.19-35,  Roma, Magi, 2010.

Zettle, R.D. (2007). ACT for depression. A clinician’s guide to using acceptance
and commitment therapy in treating depression. Oakland: New Harbinger
Pubblications.

Altri articoli dal Blog